Se la caduta di capelli può sgretolare l’autostima di una persona, la sindrome post-finasteride (PFS) può stravolgerne completamente l’identità.
I pazienti affetti da PFS non soffrono semplicemente di effetti collaterali ma addirittura convivono con un’alterazione profonda del loro equilibrio neuroendocrino, con ricadute drammatiche sulla salute mentale, sessuale ed emotiva. In molti riportano una vera e propria “disconnessione” da sé stessi, descrivendo la perdita di desiderio, di motivazione, e in casi estremi, della volontà di vivere.
Ciò che rende questa condizione ancora più insidiosa è la sua invisibilità: non lascia segni visibili, non è riconosciuta ufficialmente dalle istituzioni sanitarie e, soprattutto, è scarsamente compresa anche dal personale medico. Il rischio quindi, è duplice: soffrire in silenzio e non essere creduti ed aiutati.
Nel frattempo, la ricerca continua a interrogarsi sulle basi biologiche di questa sindrome.

Studi condotti dal gruppo da Cosimo Melcangi all’Università di Milano hanno dimostrato che la finasteride, inibendo l’enzima 5α-reduttasi, non altera solo il metabolismo del testosterone, ma anche quello di importanti neurosteroidi coinvolti nel benessere cerebrale, tra cui l’allopregnanolone (ALLO).
L’ALLO è un potente modulatore positivo dei recettori GABA-A, i principali mediatori dell’inibizione neuronale. Livelli adeguati di ALLO sono fondamentali per mantenere sotto controllo ansia, stress e tono dell’umore. In pazienti PFS, è stato osservato un calo significativo di questo neurosteroide, con possibili implicazioni nella comparsa dei sintomi depressivi, ansiosi e cognitivi.

Questo dato apre uno spiraglio di speranza: se la riduzione dell’ALLO contribuisce a modulare i sintomi della PFS, ripristinarne i livelli potrebbe rappresentare una nuova e concreta strategia terapeutica. Alcuni studi sperimentali preclinici, stanno infatti valutando la somministrazione diretta o indiretta dell’ALLO, o di composti che ne stimolano la produzione endogena, come possibile approccio per migliorare la sintomatologia.
In un panorama ancora privo di terapie efficaci e riconosciute, il recupero del bilanciamento neurosteroideo rappresenta una direzione promettente.
L’ALLO non è solo una molecola: è il simbolo di una nuova frontiera nella comprensione di una sindrome che, per troppo tempo, è rimasta nell’ombra.
- Sindrome post-finasteride: malattia rara o solamente la punta di un iceberg? – RicercaMIx
- Post-finasteride syndrome: An emerging clinical problem Doi: 10.1016/j.ynstr.2019.100209
- Team Melcangi Launches ‘Milano Project’ to Map the Basic Science of PFS so Research Can Move from an Animal Model to Human Clinical Trials – The Post-Finasteride Syndrome Foundation
- Allopregnanolone in mood disorders: Mechanism and therapeutic development
https://doi.org/10.1016/j.phrs.2021.105682
Allopregnanolone: From molecular pathophysiology to therapeutics. A historical perspective
https://doi.org/10.1016/j.ynstr.2020.100215

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